Neurinomi spinali
1. Che cosa sono i neurinomi spinali?
I nervi che escono dal midollo spinale sono avvolti da una “guaina” formata da cellule chiamate cellule di Schwann. Il neurinoma (schwannoma) nasce proprio da queste cellule.
- È quasi sempre un tumore benigno, a crescita lenta.
- Può insorgere in qualsiasi tratto della colonna: cervicale, dorsale, lombare o sacrale.
- Di solito è singolo, ma in alcune malattie genetiche (come la neurofibromatosi) possono essere multipli.
All’interno del canale vertebrale il neurinoma occupa spazio e può comprimere:
- il midollo spinale (soprattutto a livello cervicale e dorsale)
- le radici nervose che escono tra una vertebra e l’altra
- le strutture circostanti (osso, legamenti).
Nella maggior parte dei casi non si diffonde ad altri organi (non dà metastasi), ma il problema è lo spazio ristretto in cui cresce: anche un tumore benigno può creare disturbi importanti se comprime il midollo o i nervi.
2. Come si presenta: sintomi principali
I sintomi dipendono da:
- sede del neurinoma (cervicale, dorsale, lombare)
- dimensione e velocità di crescita
- strutture compresse (midollo, radice, solo osso).
I disturbi più frequenti sono:
- Dolore
- Dolore localizzato alla schiena o al collo, spesso continuo e non del tutto “meccanico”.
- Può irradiarsi lungo il braccio o la gamba seguendo il decorso del nervo (dolore “radicolare”).
- A volte peggiora di notte o a riposo.
- Disturbi di sensibilità
- Formicolii, sensazione di “addormentamento”, bruciore o scosse lungo un arto.
- Percezione alterata del caldo/freddo o del tatto.
- Disturbi di forza e della marcia
- Debolezza di una mano, del braccio, della coscia o del piede.
- Difficoltà a camminare, inciampi frequenti, rigidità delle gambe (specie se è coinvolto il midollo spinale).
- Disturbi sfinterici (nei casi avanzati)
- Difficoltà nel controllo di vescica e intestino, urgenza o ritenzione urinaria: segnali d’allarme che richiedono valutazione urgente.
Molti neurinomi, soprattutto all’inizio, possono essere poco sintomatici e scoperti casualmente durante una risonanza eseguita per altri motivi.
3. Come si fa la diagnosi
Lo strumento centrale è la risonanza magnetica (RMN) della colonna:
- Mostra una lesione ben delimitata, spesso “a forma di goccia” o “a clessidra”, che prende contrasto in maniera omogenea.
- Permette di vedere il rapporto del tumore con il midollo spinale, le radici nervose, i dischi e i legamenti.
Spesso si associano altri esami:
- TAC della colonna: utile per valutare l’osso, eventuali erosioni o allargamento dei forami di coniugazione.
- Elettromiografia (EMG): in alcuni casi per studiare la funzionalità delle radici e dei nervi periferici.
- Esami del sangue e, se si sospettano forme genetiche (es. neurofibromatosi), valutazioni genetiche mirate.
La diagnosi “definitiva” della natura della lesione (schwannoma, meningioma, altro) viene comunque dall’esame istologico del pezzo operatorio, cioè analizzando il tessuto al microscopio dopo l’intervento.
4. Il decorso naturale: perché non vanno sottovalutati
Essendo tumori a crescita, in genere, lenta, non sempre è necessario intervenire subito. Tuttavia, nel tempo, l’aumento di volume può:
- aumentare il dolore,
- peggiorare la compressione sul midollo o sulle radici,
- causare deficit neurologici progressivi (forza, sensibilità, equilibrio).
Più a lungo un nervo o il midollo rimangono compressi, più difficile sarà il recupero completo anche dopo un intervento ben eseguito. Per questo nella maggior parte dei neurinomi sintomatici, soprattutto se c’è già un interessamento neurologico documentato, la chirurgia viene considerata il trattamento di prima scelta.
5. Opzioni di trattamento
Il trattamento dei neurinomi spinali è sempre personalizzato, ma le principali strategie sono tre:
- Osservazione e follow-up
- Chirurgia di asportazione
- Radioterapia o radiochirurgia stereotassica (in casi selezionati)
5.1 Osservazione (“watchful waiting”)
In alcuni casi si può non operare subito, per esempio:
- neurinomi piccoli,
- scoperti casualmente,
- in pazienti senza sintomi o con disturbi molto lievi e stabili nel tempo,
- pazienti molto anziani o con condizioni generali fragili.
In questi casi si programma:
- RMN periodiche (ad esempio ogni 6–12 mesi) per valutare la crescita,
- controllo neurologico clinico,
- trattamento solo del dolore se presente.
Se la lesione rimane stabile, si può proseguire con la sola osservazione. Se invece cresce o compaiono nuovi sintomi, si rivaluta l’indicazione chirurgica.
5.2 Chirurgia dei neurinomi spinali
La chirurgia è il trattamento di riferimento per la maggior parte dei neurinomi spinali, specialmente se:
- il paziente è sintomatico (dolore radicolare, disturbi di forza o sensibilità),
- la lesione comprime il midollo spinale,
- si osserva una chiara crescita nel tempo.
L’obiettivo principale è rimuovere il tumore decomprimendo i nervi e il midollo, cercando di preservare per quanto possibile la funzione neurologica.
Come si svolge in linea generale
- L’intervento viene eseguito in anestesia generale.
- Il neurochirurgo esegue un accesso alla colonna (in genere posteriore) a livello del tumore.
- Si asporta una piccola porzione di osso (laminectomia o emilaminectomia) per accedere al canale vertebrale.
- Si apre la dura-madre o si lavora nello spazio extradulare, a seconda della sede del neurinoma.
- Il tumore viene progressivamente scollato e rimosso.
- In molti casi è possibile conservare la radice da cui il neurinoma origina; in altri, soprattutto se la radice è già compromessa dalla lesione, può essere necessario sacrificarla, valutando il rapporto rischio/beneficio.
In sala operatoria, soprattutto negli interventi più delicati, si può utilizzare il monitoraggio neurofisiologico (potenziali evocati, EMG) per controllare in tempo reale l’integrità delle vie nervose.
Stabilizzazione vertebrale
In alcuni casi, per esempio:
- se è necessario asportare una grande quantità di osso,
- se il tumore ha eroso parte della vertebra,
- se il paziente ha già una colonna instabile o osteoporotica,
può essere indicata una stabilizzazione con viti e barre, per mantenere la solidità del segmento vertebrale ed evitare deformità o dolore meccanico post-operatorio.
Rischi e benefici
Benefici attesi:
- decompressione del midollo e delle radici nervose,
- riduzione del dolore,
- prevenzione o miglioramento dei deficit neurologici,
- rimozione (spesso completa) del tumore, con basso rischio di recidiva nei casi benigni.
Rischi possibili (come in ogni chirurgia spinale):
- infezione, emorragia, fistola liquorale,
- peggioramento transitorio o, più raramente, permanente della forza o della sensibilità,
- problemi di cicatrizzazione, dolore residuo, necessità di ulteriori interventi in caso di recidiva o instabilità.
Il bilancio tra rischi e benefici viene discusso in dettaglio con il paziente, considerando età, comorbidità, entità dei sintomi e aspettative di vita e autonomia.